Enorme balena
disegnata sulla volta del mio cielo
- macchia d'ombra -
nel brillìo del mio lago.
Enorme balena
disegnata sulla volta del mio cielo
- macchia d'ombra -
nel brillìo del mio lago.
Distillato
in formicolio
l'esaltazione del bianco
nitore del seno
- l'insenatura -
antica come il respiro
dilatato del mare
in granelli di sabbia il rifugio
arco di un sentiero che conduce
ogni mio passo
verso.
Una leggenda ebraica del Talmud fa del disprezzo per l'uomo da parte dei signori della costruzione la causa della punizione divina: un operaio, secondo la leggenda, sarebbe precipitato dall'impalcatura alta fino al cielo e avrebbe trovato la morte, ma "i maestri costruttori" erano completamente presi dalle loro preoccupazioni e dal desiderio di finire rapidamente l'opera con cui intendevano rendersi celebri. Perciò prestarono appena attenzione all'accaduto, facendo portar via il cadavere senza interrompere il lavoro.
Due giorni più tardi, una pietra si smosse e un pezzo del muro cadde.

Allora i signori della costruzione si afflissero pensando ai tempi di esecuzione che si allungavano e forse alle spese da sostenere. La pietra che s'era staccata contava per loro più di un operaio morto. Questo fu uno dei motivi per cui Dio si decise a punirli.
(R. Aron 1960)
* * *
ci sono episodi che obbligano la coscienza a farsi delle domande specifiche
ci sono domande che devono risalire origini ancora da svelare
ci sono momenti in cui sembra di possedere la chiave per ogni risposta.
* * *
Babele, da cui deriva la parola: confusione
perchè questa confusione della lingua?
io mi sono data questa risposta...non è profonda, ma è pur sempre una risposta.
L'uomo ha peccato di ingordigia, di presunzione, di ambizione.
voleva arrivare fino a Dio, sostituirsi a Dio.
la confusione della lingua, la dispersione sulla terra, è forse il minore dei mali...
solo così l'uomo può provare - interesse - a conoscere.
Quando ti trovi di fronte a qualcosa di sconosciuto, il primo impulso è quello di volerlo conoscere.
ci sono dei limiti, nell'esistenza umana, che l'uomo non vuole comprendere, così si ostina a pretendere sempre di più di quello che possiede, dimenticandosi la parola più importante: umiltà.
le mani
schiudi
lungo le giunture
del solo pensiero
sui grani della sera
esausto abbandono il frinire.
è forse l"'Io" dell'uomo una cosa saldamente chiusa in sè strettamente circoscritta nei suoi confini di tempo e di carne? Molti degli elementi di cui è costituito l'Io non appartengono forse al mondo prima e fuori di lui, e la constatazione che qualcuno non è assolutamente nessun altro non è forse una supposizione di comodo, che a bella posta trascura tutti i passaggi per cui la coscienza del singolo è unita alla coscienza generale?
Thomas Mann, Giuseppe e i suoi fratelli
nel bagliore dell'azzurro
si fa rosa il mio respiro
e disegna i tuoi contorni
smerigliati lungo i fianchi
delle sponde del mio lago
ed io guardo oltre la luce
la distanza che mi agguanta.
*
Arrendi le labbra alla notte
e d'ambra rivestimi i sogni
nel pugno serrato io stringo
la magica biglia.
*
Sprofondare dentro il cono della luce
senza indugio, con timore
- dentro il sogno
quando ancora si distende
l'apparenza della presa -
il mio segreto.
- il particolare rappresenti l'universale, non come sogno od ombra, bensì come rivelazione viva e immediata di ciò che non può essere indagato.-
così ha scritto Goethe su ciò che rappresenta il "simbolo".
e io aggiungo:
il simbolo racchiude in sè una potenza incontrollabile perchè richiama agli archetipi.
Questa potenza può essere pericolosa nel caso in cui viene manipolata al solo scopo di persuadere le masse verso un fine stabilito privando così l'uomo della sua volontà, basti pensare ai persuasori della pubblicità che sono in grado di condizionare un notevole numero di persone, le masse, appunto.
Tuttavia, innumerevoli simboli dell'antichità rientrano tra le ricchezze più preziose dell'umanità, e hanno portato a grandi produzioni nella storia delle civiltà, come le piramidi, le cattedrali, i templi, le sinfonie, le poesie, le sculture, i quadri, i riti sacri.
Per concludere, come scrisse Manfred Lurker (1987) il simbolo non ha in se stesso il proprio significato bensì rimanda a qualcosa che è al di là.
Tu, Assente che bisogna amare…
termine che ci sfuggi e che ci insegui
come ombra d’uccello sul sentiero:
io non ti voglio più cercare.
Vibrerò senza quasi mirare la mia freccia,
se la corda del cuore non sia tesa:
il maestro d’arco zen così m’insegna
che da tremila anni Ti vede.
Non le visioni sgomentano l’uomo - ma l’ombra che si muove
Sul fondo di solitari specchi o nelle gravi acque d’attesa.
Non il gesto od il grido - ma nel deserto del cuore
Le lente vibrazioni di un silenzio insondabile.
Margherita Guidacci
Dal blog di Fabio Brotto.
è un filmato cruento, ma è reale.