
* * * * *
Appunto la spilla
sull'abito verde
- appuntare -
Appuntato era il respiro
ansimante sul mio lago.
L'apina riluce di un oro
al tatto ri-scoperto
puntato sul cuore.

Hai mai guardato il lago
con occhi che si allargano?
Da questa solitudine sierosa
dove ogni suono esploso
avvinghia il corpo
– Le increspature grevi del sentire –
Ma ancora lungo è
il nome della sera…
***
Conosco i segreti del lago
percorsi di mani
sul viso che vibra silenzi…
E questo sentire che affonda
in questa scrittura che
riempie.
***
Sostava la notte
di là da quel tratto di campo,
sostava con me
aspettando un colore.
***
Stupore
negli occhi che intorno
cercavano appigli sicuri.
Ma calma la voce sapeva
nutrire la vena,
aprirmi lo sguardo.
***
Luccica ora il pensiero
dilata i ventricoli spenti
- dal troppo sperare –
Dilata il respiro
che d’indaco copre la sera.
***
Sentirsi vicino alla vita
– la pelle è una fibra sottile –
Ricalca il profilo dei giorni
e denso il dolore li riempie.
Interstizi che sfuggono al senso
Ma poi
la ragione prevale.
***
Le geometrie dell’anima
smussate
ci rendono nuovi respiri.
***
Come un canto
leggero ti posi sul cuore
L’asfalto bagnato riluce.
***
Riprendo la penna
le dita veloci a tracciare
Simbiosi – verrebbe da dire –
È questo bisogno assoluto
che spurga la mente, è questo
presente che preme, la porta mai chiusa.
***
Lo sguardo è l’intreccio
di questi destini
giostrati con cura nel nome
del Dio che li unisce.












