giovedì, 19 novembre 2009
ape































* * * * *

Appunto la spilla
sull'abito verde
- appuntare -
Appuntato era il respiro
ansimante sul mio lago.
L'apina riluce di un oro
al tatto ri-scoperto
puntato sul cuore.

* * * * *

100_1347

Hai mai guardato il lago
con occhi che si allargano?
Da questa solitudine sierosa
dove ogni suono esploso
avvinghia il corpo
– Le increspature grevi del sentire –

Ma ancora lungo è
il nome della sera…

***

Conosco i segreti del lago
percorsi di mani
sul viso che vibra silenzi…

E questo sentire che affonda
in questa scrittura che
riempie.

***

Sostava la notte
di là da quel tratto di campo,
sostava con me
aspettando un colore.

***

Stupore
negli occhi che intorno
cercavano appigli sicuri.
Ma calma la voce sapeva
nutrire la vena,
aprirmi lo sguardo.

***

Luccica ora il pensiero
dilata i ventricoli spenti
- dal troppo sperare –
Dilata il respiro
che d’indaco copre la sera.

***

Sentirsi vicino alla vita
– la pelle è una fibra sottile –
Ricalca il profilo dei giorni
e denso il dolore li riempie.
Interstizi che sfuggono al senso
Ma poi
la ragione prevale.

***

Le geometrie dell’anima
smussate
ci rendono nuovi respiri.

***

Come un canto
leggero ti posi sul cuore
L’asfalto bagnato riluce.

***

Riprendo la penna
le dita veloci a tracciare
Simbiosi – verrebbe da dire –
È questo bisogno assoluto
che spurga la mente, è questo
presente che preme, la porta mai chiusa.

***

Lo sguardo è l’intreccio
di questi destini
giostrati con cura nel nome
del Dio che li unisce.

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categoria:mie poesie, bellezza
mercoledì, 18 novembre 2009
100_2265
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categoria:immagini
mercoledì, 18 novembre 2009
cachi
postato da: Chapucer alle ore 09:43 | Permalink | commenti (3)
categoria:poesia
mercoledì, 18 novembre 2009
Agli angoli delle cose
Pensavi mentre giravi il sugo
Un po’ alla volta se ne andava la memoria
Come un geco all’alba nella tana

Ti ricorderò come oggi in vita
E domani vento e fiori di gerani rossi
Impazza la solitudine verso quelle foto
Come quel profumo che fa male ogni domenica mattina
Sono parole in anticipo sulla morte
Che mi vengono da un luogo angusto come il cuore
Da un dolore prematuro da un odore
Con cura asciughi le macchie silenziose
Sul bordo del lavello immacolato
Con cura riponi le stoviglie e
Aggiungi un po’ d’amorelucertola
Sai che non mi basterà questa porzione
I pugni stretti nella notte
Di una tachicardia da fumo
Di un cane abbandonato nel giardino
Di come quando ero un ragazzino
Di quando le mosche mangiavano il cortile
E il pallone correva in diagonale verso il sole
Ad ogni pasto profumatofoto di Elio Copetti
Ad ogni età che se ne è andata
Verso casa ritorno con lo sguardo
E un ultima girata a fuoco lento
Mi dice di sperare che è lontano
Il tempo delle more e degli addii.
postato da: Chapucer alle ore 07:27 | Permalink | commenti (5)
categoria:poesia
martedì, 17 novembre 2009
Corvino è il mantello che sciogli

battente, estivo nel chiarore

al di sotto dei miei occhi.

Sopra elevi una nota

nuda e sviolinata

- Viola -

al di sopra del mio fiuto.

Sussurra la ginestra alla lavanda

dentro il bianco che si perde

nel tuo ciglio.
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categoria:mie poesie
martedì, 17 novembre 2009
Non leggere. Leggere la non-lettura.
Arte suprema, ordine senza forma nè nome.
Negazione della forma nella grande arte. In che modo?
Analizzare. Forma in Michelangelo, non nella statua greca. Come avviene questo?
Poesia. Immagini e parole che riflettono lo stato senza immagini e senza parole.
Musica.Suoni che riflettono lo stato senza suoni.
Parole e suoni equivalenti al silenzio. Ma in che modo?

Simone Weil, Quaderno III

amphitrite

Incessante sottrazione
- la parola -
Alla fine resta il senso.
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categoria:pensiero
lunedì, 16 novembre 2009
orso-polare-che-dorme



















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categoria:natura, immagini
sabato, 14 novembre 2009
postato da: Chapucer alle ore 12:20 | Permalink | commenti (9)
categoria:musica
sabato, 14 novembre 2009
croce etiopeTabernacolo in visione di scrittura

- disegno trapassato in maglie dure -

Metallo è l'incisione che tramanda,

dove l'occhio si fa vitreo

il cosmico bianco dell'oro.

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postato da: Chapucer alle ore 10:22 | Permalink | commenti (3)
categoria:mie poesie, simbologia
venerdì, 13 novembre 2009

Nel gemito sciolto del buio imbrigliare una presa

Il sogno riverbera dentro, la fiaccola esala

dal brusco risveglio un nitore

ramifica in pelle.


postato da: Chapucer alle ore 12:41 | Permalink | commenti (6)
categoria:mie poesie